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LA LEGGENDA DEL FRUTTO DEL DRAGO

Immagine del redattore: Sara MartinelloSara Martinello


ll drago cinese ricopre un ruolo fondamentale nella cultura leggendaria del paese di mezzo poichè si dice sia l'incarnazione del concetto di yang, lo spirito fecondo e creatore, maschile, e rappresenta in quanto tale anche il lignaggio genetico familiare. La leggenda narra che migliaia di anni fa, quando ancora i draghi popolavano la terra, si scatenò una guerra fra i soldati dell’imperatore cinese e questi animali sputafuoco. I draghi sconfitti, prima di esalare l’ultimo respiro, facevano uscire dalla bocca proprio la pitaya, che veniva portata in dono all’imperatore quale simbolo di vittoria. Nel frattempo i soldati mangiavano la carne del drago per assorbirne la forza. Per questa ragione, ancora oggi, la pitaya viene chiamata anche frutto del drago. Si dice anche che la fiamma del drago ha origine nel profondo del suo corpo, cioè all’estremità della coda, infatti proprio la carne della coda era considerata la più prelibata, chiamata dagli antichi cinesi “Jaina”, che letteralmente si traduce in ” La più Dolce e la Migliore Degustazione “, si ritiene che la sete dell’uomo per la Jaina è quello che ha portato all’ estinzione di tutti i Draghi.


CARATTERISTICHE DELLA PITAYA

La pianta della pitaya è simile ad una palma, i cui rami possono anche raggiungere 12 metri di lunghezza e, al termine si trovano frutti rossicci, violacei o gialli, a seconda delle varietà. I frutti, presentano al loro interno una polpa profumata e dolciastra (bianca o viola), morbida e ricca di piccoli semi neri, commestibili anche questi ultimi. E’ un frutto ricco di sali minerali.

La pitaya è un frutto che si può consumare in vari modi dove la soluzione più semplice è quella di sbucciarlo e assaporarlo così com’è. Si può trovare anche in forma disidratata quindi è consigliabile usarne un paio di cucchiaini da caffè da aggiungere allo yogurt o a una semplice insalata dando loro freschezza e profumi esotici. La pitaya si può anche cuocere a vapore e usare la polpa come un contorno esotico. Infine, dalla polpa del frutto si può ottenere la cosiddetta “agua de pitaya ” che è fresca, relativamente calorica e ricca di vitamine varie oltre che di sali minerali per cui è quasi paragonabile a uno sport drink.

 
 
 

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